ALLEGATO
Obiettivo della presente nota è descrivere dettagliatamente il modello attraverso il quale si è giunti alla stima della spesa per la riforma dell'indennità di disoccupazione prevista dalla presente proposta di legge delega.
Le stime fornite sono il risultato di calcoli effettuati sulla base di ipotesi e di scenari opportunamente individuati (come in ogni modello previsivo, specie di finanza pubblica) e che proprio per questo potrebbero non descrivere effettivamente gli impatti finanziari della riforma, ma che hanno il pregio di essere esplicitati nelle successive elaborazioni per consentire a chiunque di valutare il loro grado di realismo e la bontà e la robustezza del modello da cui discendono.
I capisaldi del modello sono essenzialmente due:
1) sostituzione delle attuali forme di sussidio con un unico sistema di indennità di disoccupazione, così come previsto dalla presente proposta di legge;
2) allargamento della platea dei beneficiari a tutti coloro che passano dallo stato di occupazione a quello di disoccupazione.
A partire da una ricostruzione effettuata sui dati dell'indagine sulle forze di lavoro dell'ISTAT, relativamente ai singoli trimestri 2005, le persone in cerca di occupazione sono state suddivise nelle tre principali categorie di seguito riportate:
a) gruppo 1: con precedenti esperienze lavorative, ex occupati;
b) gruppo 2: con precedenti esperienze lavorative, ex inattivi;
c) gruppo 3: senza precedenti esperienze lavorative.
Gli individui di ogni gruppo sono stati successivamente classificati in base alla durata mensile della permanenza nello stato di disoccupazione.
I dati al I trimestre 2005 registrano la presenza di 2.011.000 persone in cerca di occupazione. Di questi:
a) il 41 per cento (817.000) precedentemente risultava occupato;
b) il 27 per cento circa (548.000) precedentemente non faceva parte della forza lavoro, risultando inattivo;
c) il restante 32 per cento (645.000) non vanta alcuna esperienza lavorativa alle spalle.
Nella proposta di legge di riforma che si sta analizzando si prevede di coprire, come detto in precedenza, tutti coloro che passano dallo stato di occupazione a quello di disoccupazione (individui del gruppo 1); in tale modo il numero di persone beneficiarie dell'indennità raddoppierebbe, passando da un valore attuale stimato di 484.000 a 817.000 unità. Di conseguenza la copertura delle persone che passano dallo stato di occupati a quello di disoccupati sarebbe totale (100 per cento), mentre scenderebbe alla percentuale del 59,9 per cento se valutata sul totale delle persone in cerca di occupazione con precedenti esperienze lavorative.
Si ipotizza ancora che la platea dei beneficiari non si modifichi in seguito alla variazione dell'ammontare dei sussidi grazie a un trattamento che, per la sua consistenze e durata, non disincentivi la ricerca del lavoro, che obblighi i beneficiari a partecipare a percorsi formativi e ad altre attività di reimpiego erogati dai servizi pubblici e privati per l'impiego e che li induca, inoltre, ad accettare le proposte di lavoro offerte.
Si suppone, inoltre, di garantire, in linea con le altre disposizioni della presente proposta di legge - che riprende, per quanto riguarda l'indennità di disoccupazione, le idee già formulate da Tito Boeri e Roberto Perotti del 2002 (Tito Boeri e Roberto Perotti, Meno pensioni, più welfare, Il Mulino, 2002) - un sussidio pari al 65 per cento dell'ultimo salario lordo (il salario lordo considerato nelle elaborazioni di seguito presentate, comprensivo degli oneri figurativi, è stato stimato a partire dall'indagine sui bilanci delle famiglie. Fonte Banca d'Italia, 2004. Valore pari a 1.250 euro) percepito per i primi sei mesi di disoccupazione, percentuale che scende al 55 per cento dal settimo al diciottesimo mese, e un reddito minimo pari a 500 euro per sei mesi massimi, a favore di chi abbia accumulato un periodo di permanenza nello stato di disoccupazione superiore a diciotto mesi.
Pertanto un lavoratore che abbia maturato una durata di «t» mesi di permanenza nello stato di disoccupazione percepirà per i successivi 12 mesi un'indennità ricavabile dalla seguente formula (la formula consente di giungere alla stima della spesa pubblica da sostenere in un anno e prevede che l'erogazione del sussidio sia estesa anche a chi abbia accumulato un periodo di permanenza nello stato di disoccupazione superiore a 24 mesi, diversamente da quanto previsto dalla presente proposta di legge. Si fa inoltre presente che il calcolo è ottenuto considerando un salario lordo medio di 1.250 euro e non tiene conto, per indisponibilità del dato, della presenza di casi in cui il 65 per cento o il 55 per cento del salario lordo ultimo percepito possano scendere sotto la soglia dei 500,00 euro, circostanza nella quale la proposta di legge prevede, comunque, di fornire un'indennità di almeno 500,00 euro, tuttavia il numero di individui per cui ciò accade è limitato. Ad ogni modo si ritiene che i due vincoli appena esposti non determinino significative variazioni nel calcolo della spesa complessiva):
Formula A [max(t,k)=valore massimo tra h e k; min(h,k)=valore minimo tra h e k]:
x=[(R1*max(6-t,0))+(R2*max(0,min(18-t,6+t)))+(R3*(12-(max(6-t,0)+max(0,min(18-t,6+t))))]
dove:
R1=65 per cento*S;
R2=55 per cento*S;
R3=500 euro;
denominato S l'ultimo salario lordo percepito.
A titolo di esempio si immagini che siano A, B e C tre lavoratori che abbiano alle spalle rispettivamente durate di disoccupazione pari a tA, tB, tC con (gli esempi mostrati si riferiscono ai tre principali intervalli temporali individuati dalla presente proposta di legge):
0 mesi ≤ tA ≤ 6 mesi;
6 mesi ≤ tB ≤ 18 mesi;
tC > 18 mesi.
Caso 1: Lavoratore A
Detto xA il valore dell'indennità percepita nell'anno di riferimento dal lavoratore A si ha che:
xA=[(R1*max(6-tA,0))+(R2*max(0,min(18-tA,6+tA)))+(R3*(12-(max(6-tA,0)+max(0,min(18-tA,6+tA))))]
essendo 0 mesi ≤ tA ≤ 6 mesi si ha:
max(6-tA,0)=6-tA;
min(18-tA,6+tA)=6+tA;
max(0,min(18-tA,6+tA))=6+tA;
da cui si ricava dopo semplici passaggi algebrici:
xA=[(R1*(6-tA))+(R2*(6+tA))+(R3*0)].
Ovvero il lavoratore A riceverà per un periodo di tempo 6-tA il 65 per cento dell'ultimo salario lordo percepito che diviene il 55 per cento per il restante tempo 6+tA (si osservi che il periodo di usufrutto dell'indennità è pari a 12 mesi).
Caso 2: Lavoratore B
Detto xB il valore dell'indennità percepita nell'anno di riferimento dal lavoratore B si ha che:
xB=[(R1*max(6-tB,0))+(R2*max(0,min(18-tB,6+tB)))+(R3*(12-(max(6-tB,0)+max(0,min(18-tB,6+tB))))]
essendo 6 mesi < tB ≤ 18 mesi si ha:
6-tB<0 da cui max(6-tB,0)=0;
18-tB<6+tB dunque min(18-tB,6+tB)=18-tB;
18-tB\G0 da cui max(0,min18-tB,6+tB)=18-tB;
(12-(max(6-tB,0)+max(0,min(18-tB,6+tB)))=(12-(0+18-tB))=tB-6
da cui si ricava sostituendo:
xB=[(R1*0)+(R2*(18-tB))+(R3*(tB-6))]=[(R2*(18-tB))+(R3*(tB-6))].
Ovvero il lavoratore B riceverà per un periodo 18-tB un'indennità pari al 55 per cento dell'ultimo salario lordo percepito e per il restante tB-6 un'indennità di 500 euro.
Caso 3: Lavoratore C
Detto xC il valore dell'indennità percepita nell'anno di riferimento dal lavoratore C si ha che:
xC=[(R1*max(6-tC,0))+(R2*max(0,min(18-tC,6+tC)))+(R3*(12-(max(6-tC,0)+max(0,min(18-tC,6+tC))))]
essendo tC > 18 mesi si ha:
6-tC < 0 da cui max(6-tC,0)=0;
min(18-tC,6+tC)=18-tC<0 da cui max(0,min(18-tC,6+tC))=0;
(max(6-tC,0)+max(0,min(18-tC,6+tC))=0
da cui (12-(max(6-tC,0)+max(0,min(18-tC,6+tC)))=12.
Ovvero il lavoratore C, avendo alle spalle una durata di disoccupazione già superiore a 18 mesi, percepirà la cifra di 500 euro per i successivi 12 mesi.
Concludendo, per ottenere la spesa totale sulla base delle considerazioni fatte e dello schema che prevede, come detto, un sussidio con tassi di rimpiazzo decrescenti nel tempo, è sufficiente valutare la Formula A sulle coorti di persone in cerca di occupazione con precedente esperienza lavorativa, ex occupati, classificate in base alla durata della permanenza nello stato di disoccupazione:
| Spesa= | 300[(R1*max(6-t,0))+(R2*max(0,min(18-t,6+t)))+(R3*(12-(max(6-t,0)+max(0,min(18-t,6+t))))]*Pt |
Σ
| t=0
| |
dove si è indicata con Pt la numerosità (ordine) della classe di persone in cerca di occupazione del gruppo 1, con durata di «t» mesi nello stato di disoccupazione (l'intervallo di variazione della variabile t è stato ricavato dalla durata massima e minima ottenute dalla ricostruzione effettuata sui dati dell'ISTAT).
La tabella 1 raccoglie i risultati di questa simulazione, effettuata sui dati al primo trimestre 2005. La spesa per le politiche passive riferita all'anno 2004 è, invece, esplicitata nella tabella 2. Come risulta dal confronto, la proposta avanzata porterebbe a un aumento dell'attuale spesa pubblica di oltre 2.120 milioni di euro.
| Spesa annuale
con oneri figurativi milioni di euro | |
| 0-6 mesi (tasso di rimpiazzo al 65 per cento) | |
| 7-18 mesi (tasso di rimpiazzo al 55 per cento) | |
| Oltre 18 mesi (indennità pari a 500 euro) | |
| Totale |
Fonte: Elaborazione su dati ISTAT 2005 e Banca d'Italia 2004.
| 2004
milioni di euro | |
| Cassa integrazione guadagni straordinaria | |
| Indennità di mobilità | |
| Indennità di disoccupazione speciale edile | |
| Indennità di disoccupazione non agricola ordinaria | |
| Totale |
Fonte: Elaborazione su dati Ministero del lavoro e delle politiche sociali (2005)
La stima effettuata della spesa per la riforma degli ammortizzatori sociali suppone, però, che tutti i percettori del sussidio lo utilizzino interamente per l'intera durata prevista. Ma questo non solo non accade nella realtà perché una percentuale significativa dei disoccupati trova lavoro prima del termine (per la mobilità nelle regioni del nord oltre il 60 per cento: si veda Il Mercato del Lavoro nel Veneto. Tendenze e Politiche 2006, a cura di Veneto Lavoro), ma è possibile ridurre ulteriormente il periodo in cui il disoccupato percepisce l'indennità con opportune politiche di «welfare to work», in cui si vincoli, come previsto dalla presente proposta di legge, l'erogazione degli ammortizzatori sociali al concorso attivo del disoccupato nella ricerca del lavoro: colloqui orientativi, percorsi di formazione personalizzata e altri servizi di collocamento.
Se si suppone, quindi, di riuscire a inserire entro i primi sei mesi il 40 per cento dei beneficiari di sussidi (si è supposto di inserire il 40 per cento di ogni coorte individuata dalla durata t della permanenza